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Tutto inizia il 21 luglio del 1713, quando, rimasta vedova la Baronessa Anna Maria Statella, scrivendo il suo testamento, designava suo erede universale il primogenito Andrea Giuseppe Riggio-Statella, obbligandolo quasi, a fondare nel suo feudo di Melinventre una cittadina autonoma, e dunque l'istituzione civile e religiosa, vale a dire Comune e Parrocchia. La Baronessa morì il 4 gennaio del 1717, il giorno dopo si diede lettura di detto testamento. Essendo poco più che adolescente, Andrea dovette aspettare un po' prima di far nascere il nuovo paese. I Riggio possedevano già la città di Aci Catena, ecco perché la si chiamò Catenanuova, anche se inizialmente venne denominata Terra della "Nuova Catena". L'edificazione del centro urbano inizia nel 1727, e nei primi mesi del 1733 viene completata la prima struttura, essenziale per un nuovo paese; sotto il regno di Carlo III di Borbone, ad opera del principe Andrea Giuseppe Riggio-Statella della Catena, così viene fondata Catenanuova. La nascita di Catenanuova s'inquadra nell'ampio processo urbanistico avvenuto tra il XVI secolo e il XVII che portò in Sicilia la nascita di nuovi centri urbani. I nuovi comuni, tra cui quello di Catenanuova, nacquero soprattutto per l'incremento demografico registratosi in quel periodo e per l'esigenza di utilizzare il territorio siciliano in modo più razionale. Tutto ciò portò allo spostamento delle popolazioni dalle zone costiere che erano quelle più redditizie verso l'entroterra dove esistevano vasti latifondi ed immense superfici agrarie da utilizzare. Naturalmente la classe interessata a questo spostamento era quella del baronaggio. Il Governo Spagnolo, infatti, concedeva titoli e privilegi per incoraggiare tale classe a fondare nuovi comuni. Addirittura concedeva loro il titolo di Principe ed un posto nel Parlamento Siciliano, fonte di potere e prestigio. Anche Andrea Riggio fu beneficiario di questi privilegi e tra le altre cose, l'iniziativa presentava molti vantaggi economici. Il Principe incentivato da tali privilegi chiese al Re l'autorizzazione per la fondazione del nuovo Comune: "La Licentia populanti" versando nelle casse del Regno una somma pari a 400 onze, e intorno al 1733 tutto viene ufficializzato e dunque, a dimostrazione della sua autonomia, il Principe fa realizzare il primo stemma della nuova cittadina; un blasone nuovo che ricordava le famiglie dei genitori di Andrea, appunto perché vennero uniti i quattro stemmi della principesca famiglia Riggio-Statella, vale a dire: Riggio-Saladino famiglia del padre e Statella-Paternò Castello famiglia della madre di Andrea.
Dovendo dunque rispettare a pieno le volontà della madre, Andrea fece erigere assieme al suo palazzo (abbattuto nel 1976 per costruire l'attuale palazzo di vetro) pure la Chiesa Madre, edificata proprio di fronte ad esso; la quale è tutt'ora esistente. Venne consacrata da Mons. Pietro Galletti Vescovo di Catania il 18 marzo del 1738 nonostante sia stata edificata intorno al 1730, appunto perché bisognava attrezzarla dei sacri suppellettili. Fu intitolata al custode della Santa Famiglia di Nazareth, San Giuseppe, al quale i Riggio erano molto devoti. Oggi è l'unico edificio d'interesse storico artistico presente a Catenanuova. Oggi la Città è considerata la più giovane della Provincia Regionale di Enna, ed è all'avanguardia grazie all'attraversamento dell'Autostrada 19 PA-CT, e grazie anche alla stazione ferroviaria di cui è dotata; dalla cittadina, inoltre si può arrivare anche nella vicina Centuripe e Regalbuto.
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Da vedere: La Chiesa Madre "San Giuseppe" del 1738, per le sue poche ma attraenti opere d'arte; La Chiesa "Maria SS. Immacolata" del 1908; La festa del Patrono San Prospero martire (istituita nel 1752), dalla penultima all'ultima domenica di settembre; I riti della Settimana Santa e della domenica di Pasqua; Le Vasche "G. Marconi" di inizio novecento, anche se all'interno non sono fruibili; Il Parco San Prospero nato nel 1986, sito in C.da Censi, il quale è l'unica importante area verde del paese, adibita con giochi per bambini e barbecue con tavoli e sedie in legno per trascorrere piacevoli momenti con gli amici. Il Fondaco Cuba, sito vicino alla SS. 192 per Catania, il quale esisteva già nell'epoca bizantina, famoso, anche se oggi del tutto distrutto, per la sua collocazione accanto alla "regia trazzera", e per il pernottamento nell'ottobre del 1713 del Re di Sicilia Vittorio Amedeo II di Savoia con la Regina Anna Maria e la sua corte; e per aver passato la notte del 30 aprile del 1787, il famoso poeta tedesco Wolfang Goethe; Il Monte Scalpello, raggiungibile dalla SS. 192 per Enna, su cui intorno al 1524 tre frati scelsero di vivere eremiti costruendo una chiesetta intitolata a Maria SS. del Rosario tutt'oggi fruibile, e in cui oggi vi si sale in pellegrinaggio solo due volte l'anno: per la festa di San Giuseppe nella prima domenica di maggio e per la festa della Madonna del Rosario nella prima domenica di ottobre; l'eremitaggio è del tutto scomparso circa un decennio fa. |
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