MIRA, MALCONTENTA: VILLA FOSCARIRiva Destra

Facciata della Villa |
La villa è opera del Palladio e si è conservata esattamente nella sua architettura.
Questa villa è il simbolo della bonifica delle terre: quando ancora questa zona (allora della podesteria
di Gambarare e ora del Comune di Mira) era paludosa, venne edificata questa villa per Nicolò Foscari
che nel 1555 sposò Elisabetta Dolfin, vedova di un Pisani. Quando nel 1560 Nicolò la villa doveva essere
già finita.Nella mappa del 1563 si vede per la prima volta una "Villa Foscari".
Attorno alla villa si sviluppò la vita di un paese, e i contadini facevano i loro affari nella piazza adiacente
alla villa, che però ora non esiste più.
Nel 1800 la villa, passata agli eredi e poi venduta, rimane abbandonata e deperisce in fretta, specialmente
gli affreschi che vengono anche in parte asportati. Solo all'inizio del '900 cominciano i restauri da parte
di privati ma anche dagli enti statali.
All'esterno colpisce la loggia, con capitelli di ordine ionico, dalla quale parte una cornice che fa tutto il giro
della villa.

Facciata Posteriore della Villa |
La villa è alzata più del solito (undici piedi invece di cinque, scrisse Palladio) e permette così la sistemazione
delle cucine a altre stanze al pian terreno, così da lasciare liberi tutti gli
altri due piani per i proprietari. Le stanze sono fatte "in volto", cioè hanno i soffitti arcuati: quella centrale,
a forma di croce, ha il volto a crocera, quelle laterali hanno il volto a cupola.
Nel salone gli affreschi mitologici allegorici sono di Giambattista Zelotti (1526-1578): è dipinta la storia
di Astrea (la figlia di Giove lasciata sulla terra) e la fine dei tempi d'oro, poi sulle pareti tra le colonne ioniche
volute dal Palladio sono raffigurate le stagioni. Questi affreschi sono oramai molto rovinati. Anche le stanze
laterali sono state affrescate: Battista Franco, detto Semolei (circa 1510-1561), stimato dal Palladio e per il
quale egli aveva già lavorato, cominciò a dipingere la Caduta dei Giganti ma morì prima di completare
l'opera.

Stampa del Costa |
Il lavoro fu finito dallo Zelotti, che affrescò anche la stanza accanto dedicata a Bacco. Altre stanze
sono state dedicate al mito di Aurora e a quello di Prometeo, mentre le due a sud, dedicate alla Fama
e al Tempo, sono state le uniche a conservare decentemente gli affreschi. |