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MIRA VECCHIA VILLA VENIER

Stampa del Costa |
L'architettura della villa e delle due foresterie fa pensare al periodo dei Michiel(1610-1634). A Venezia architetti
come Contini e Francesco avevano ideato per la stessa famiglia degli edifici simili, che avevano i marcapiani
ben delineati, le testine in chiave d'arco ben caratterizzate e le finestre con il tettuccio.
La villa dovrebbe essere stata terminata entro il 1660. Inizialmente era separata dalle due barchesse (le stanze
che le collegano dono dell'800) e non aveva l'abbaino ma due pinnacoli.
La facciata verso il giardino era quasi uguale alla principale: conserva i balaustri in pietra originali, ha due
canne fumarie, non ha le teste in chiave d'arco sulle finestre
Quando nel 1660 la villa diventa dei Venier le due foresterie erano già affrescate. Su quella di sinistra (la più
piccola con 5 arcate) tre stanze sono state affrescate con storie dell'Odissea, dell'Eneide e
dell'Iliade. In quella di destra (quella grande con 7 arcate) è affrescata una sola stanza con le storie
di Psiche. Le attribuzioni degli affreschi sono incerte, si pensa a Francesco Ruschi per quella di sinistra e a van
den Dyck per la destra, ma si fanno anche altri nomi come Antonio Zanchi, Valentino Lefevre, G. A.Fumiani e
Ludovico Manfredini.

La Foresteria di Destra |
I Venier, tra il 1710 e il 1750 fecero costruire l'ultimo piano: eliminati i pinnacoli vengono eretti quattro abbaini disposti
a croce, il cui autore forse fu Lorenzo Boschetti che sicuramente firmò nel 1749 un contratto con i Venier per
una villa a Venezia. Probabilmente è sua anche la cappella gentilizia datata 1752.
Attorno alla metà del secolo doveva essere completata l'abbondante decorazione scultorea distribuite per tutto il parco che
comprende, dietro la villa, anche un laghetto e una montagnola. L'autore delle statue dovrebbe essere Antonio Gai (1686- 1769).
All'inizio dell'800 l'architetto Carboni aggiunge le due stanze laterali al corpo centrale e le congiunge con dei
porticati alle foresterie.
Nel 1953 la villa fu data alle Suore Domenicane della Beata Imelda che, rispettando tutte le opere d'arte,
hanno fatto della villa una scuola materna. Da qualche anno è di proprietà di un privato.
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