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Rosà



M. 97 s.l.m./ü.d.M. - C.A.P. / P.L.Z. 36027 - 31 Km da/von Vicenza
Frazioni e località / Ortschaften: Baggi, Cusinati, Sant'Anna, San Pietro, Travettore


Rosà

Il territorio di Rosà conserva i tratti di una centuriazione romana, visibile nella rete viaria e testimoniata da due cippi confinari.
Resti di una villa romana sono stati trovati a San Pietro di Rosà. Fino al VI secolo, il territorio era bagnato dal fiume Brenta, che dopo un'alluvione spostò il suo corso più ad occidente.
Verso il IX secolo nella zona si insediarono i longobardi e la Chiesetta Sancti Petri Imperno, a San Pietro, divenne il centro religioso della zona.
Il territorio passò sotto il controllo di Vicenza fino al 1218, degli Ezzelini fino al 1259, quindi di Padova per un solo anno, per tornare ancora sotto Vicenza fino al 1319. Seguì l'occupazione degli Scaligeri di Verona fino al 1338, quindi dei Da Carrara fino al 1388, dei Visconti fino al 1404 ed infine passo sotto il dominio della Serenissima di Venezia.
Tra il 1360 e il 1370 venne effettuata una grande bonifica e creato il sistema di irrigazione di sinistra di Brenta, creando un fertile territorio agricolo, conteso alle popolazioni locali dalla vicina Bassano.
Intorno alla Chiesetta votiva di Sant'Antonio, nel 1450 sorse il primo nucleo dell'odierna Rosà, che nel 1553 divenne comune autonomo.
Nel 1519 la Repubblica Veneta consentì ai nobili veneziani e bassanesi di deviare parte dell'acqua della roggia nelle loro proprietà creando così uan rete di rogge figlie della vecchia rosta Rosa.
Nel 1622 il comune fu diviso in dodici quartieri: della Villa, della Chiesa, delle Tezze, della Granera, delli Confini, di Ca' Dolfin, delli Stroppari, del Travettore, di Bagli, Revolessa e de San Zen.
Ogni quartiere eleggeva un rappresentante all'assemblea chiamata "Università della Rosa", che decideva della vita della comunità.
Attività produttiva primaria era la lavorazione della lana e della seta e la cultura dei bachi con la conseguente diffusione dell'albero del gelso (moraro), una delle caratteristiche del territorio rosatese.
Nel XVII e XVII secolo nel comune furono costruite diverse ville con grandi parchi, proprietà di nobili veneziani.
Nel 1797 Rosà passa sotto il dominio austriaco e vi resta, eccettuata la parentesi napoleonica (1803-1813), fino al 1866 quando entra a far parte del Regno d'Italia.


Da vedere / Zu sehen:

Chiesa parrocchiale di Sant'Antonio Abate
Palazzo Casala (Municipio, XVIII sec.)
Palazzo Mugna (XVIII sec.)
Villa Branca Boldù (XIX sec.)
Villa Ca' Diedo (oggi Favretti, XVIII sec.) - Cappella e Parco boitanico - Cusinati
Villa Ca' Minotto e Parco
Villa Caffo
Villa Compostella Zacchettin (XVIII sec.)
Villa Dolfin
Villa Dolfin Boldù - Ca' Dolfin (XVIII sec.)
Villa Morosini (già Villa Sturm) - Travettore
Villa Remondini Nardini - Baggi
Villa Segafredo e Cappella
Villa Zanchetta - Travettore

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