Scorzè
LE VILLE VENETE
Le ville venete ispirano in ogni tempo sentimenti di amore verso il bello,
il lieto soggiorno estivo, la suggestione della natura riposante nella campagna che fin dai
primissimi albori della Repubblica Veneziana attirò i patrizi i nobili, i mercanti in
terraferma. L'ideale per i Veneziani, dopo la conclusione dei loro traffici o delle loro ambasciate
oltremare, era quello di possedere una casa oltre Mestre, verso ponente dove ancor oggi,
pieni di ammirazione possiamo incontrare tante e tante delle loro splendide dimore,
specialmente a Mira, Mirano, a Scorzè per citare luoghi più vicini a noi.
VILLA MOCENIGO SORANZO CONESTABILE della STAFFA

Primeggia a Scorzè la Villa Mocenigo Soranzo Conestabile della Staffa.
Di origine antichissima, forse risale all'epoca in cui la Serenissima, in
omaggio alla dedizione di Treviso del 1336, di Mestre, 1337 e di Noale del 1339, mise
piede in terraferma.
Anzi la tradizione vorrebbe che la Villa ed il giardino Mocenigo Soranzo abbiano
addirittura inizio al tempo degli Scorzadis e del loro castello di Scorzè
distrutto da Ezzelino il Tiranno il 17 ottobre 1241.
Sulla famiglia Soranzo va ricordato Giovanni, doge dal 1312 al 1328. Fu il
primo che considerò la grandezza e la potenza di Venezia sul mare da cui egli diede
vita al famoso arsenale citato daDante. Morì a 80 anni. Riposa ora in un urna marmorea nel
battistero della Basilica di San. Marco entrando a destra.
Nel 1621 un Soranzo di Scorzè, per disposizione testamentaria di Alvise
Mocenigo dovette premettere in perpetuo al cognome il nome di Tommaso Mocenigo Soranzo.
Questa variazione cognominale doveva cadere sempre solo sul primogenito. Ecco
perchè sui documenti ufficiali da quel lontano 1621 si trova ancora oggi Tommaso
Mocenigo Soranzo fino ai giorni nostri. Al detto cognome venne aggiunti Conestabile
della Staffa Antonio che sposò all' inizio di questo secolo, la contessa Alba Mocenigo
Soranzo.
Come è noto, i Soranzo appartengono a quelle poche famiglie così dette apostoliche che
fondarono Venezia, secondo la tradizione.
Ricchi proprietari terrieri, i Soranzo vissero il loro maggior splendore nel
'700 come lo testimonia la loro villa ed il giardino di Scorzè, disegno dell'Architetto
Andrea Zorzi, il quale abbandonando lo stile primario della villa cinquecentesca si ispirò
alle forme semplici ed eleganti neoclassiche, ampliando la costruzione, mentre il corpo
centrale, internamente è originale del 1500 dove vi sono affreschi della Scuola del
Veronese.
L'insieme della villa e del parco sono stati giudicati e citati da moltissimi critici e scrittori
di materia veneta, quali: il Federici, il Crico, il grande Cesare Cantù nel suo Lombardo
Veneto, il Fapanni, il Marchesan, lo Straffariello e di recente dal maggiore cultore di ville
venete il prof. Michelangelo Murano autore del catalogo delle Ville nella provincia di
Venezia.
La facciata della villa mostra una costruzione settecentesca a due piani con
armonioso frontale alla sommità del quale vi è un timpano con statue. L'entrata è
costituita da un vasto androne che da accesso ai salotti, un'epoca giallo barocco e rosa
rispettivamente per il conte e per la contessa, alla sala da pranzo rivestita di una boiserie di
noce antico originale; alla biblioteca o sala verde dove spiccano le travature del
soffitto alla sansovino e un caminetto con lo stemma dei Mocenigo Soranzo. Ma l'ambiente che desta
maggiore interesse e meraviglia è lo scalone tipicamente veneziano, abbellito da
colonne e lesene corinzie, culminante in una loggia e un salottino al primo piano, da cui si
può goderne la vista in tutta la sua magnificenza. Dalla loggia la splendida visione
esterna è sul laghetto e sulla magnolia secolare dello storico giardino.
Grazie all' amore e alla dedizione quotidiana, l'abitazione patrizia è stata
valorizzata in maniera eccellente attraverso felici restauri che hanno dato all'antica
villa un lieto respiro di luce, di aria, di colore freschissimi.
Sensibili alla tecnica moderna e alle più aggiornate tecniche alberghiere i
proprietari hanno dotato ogni locale con le migliori attrezzature senza economia di
mezzi. Infatti ogni salone, sala, stanza da letto, e da riposo sono stati arredati con fine
gusto dell'epoca settecentesca.
La villa giace, come una regina candida e felice, in mezzo ad un bellissimo
giardino opera egregia dell'Architetto Giuseppe Jappelli nato a Venezia nel 1773 che
realizzò, commissionato dal Conte Tommaso Mocenigo Soranzo nell'anno 1835, l'ampliamento
della villa verso sud, integrando la costruzione con sobrietà rispettando l'opera
dell'Arch.Andrea Zorzi, ed un giardino all'inglese. Nella progettazione dei
giardini Jappelli e' un grande regista, perche' usa con grande sapienza le piante,
grazie alle sue conoscenze botaniche. Ancora oggi numerosi esemplari sono presenti nel
parco, perché egli stesso seppe scegliere in modo corretto l'ambiente in cui dovevano
essere inseriti.
Tanti sono i particolari che caratterizzano questo giardino: il laghetto che
prosegue con un corso d'acqua, il viale di ippocastani e carpini, la grotta, il prato verde,
che si apre nel parco, importante per il suo effetto di luce, le colline e la montagnola
artificiali, ottenute proprio dai movimenti di terreno asportato dagli scavi per il laghetto e,
infine alcuni elementi architettonici come fontane e ponticelli che rendono poetiche le
passeggiate.
Per informazioni visitate il sito dell'hotel.
[testo e foto di Lorenzo Martinelli]
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